Caseificio

Giornata Produttiva

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Dati e Cifre

Latte

 

La Giornata Produttiva della Mozzarella


 

 



 

ORE 23:00
Si inizia il trattamento del latte (pastorizzazione) ed il riempimento delle caldaie.
 
ORE 00:30
Il Casaro delle mozzarelle, dopo aver immerso nel latte i fermenti selezionati, aggiunge il caglio per la coagulazione. 

ORE 01:30
La cagliata viene tagliata prima a mano, con una lama, in grosse fette, poi con la lira a fili d'acciaio fino a ridurla a piccoli pezzi grossi come una nocciola.
   
 
ORE 03:30 
E' finita l'operazione di scarico, la cagliata, separata dal siero, riposa adesso al caldo su grandi carrelli; inizia il periodo di maturazione abbastanza lungo per consentire al fermento di terminare il suo lavoro.

ORE 05:00 
Iniziano le prove di filatura: con una tecnica vecchia di secoli, il Casaro prova e riprova a filare la pasta ottenuta con un mastellino pieno d'acqua bollente ed una bacchetta a forma di forcella. 

ORE 06:30
E'tutto pronto per la filatura, il Casaro puo' finalmente andare a dormire lasciando al "Filatore" il compito di trasformare il suo lavoro nei prodotti che conosciamo.
ORE 07:30
Si formano i primi bocconi di mozzarella. 

ORE 09:00
Mani esperte e veloci iniziano ad annodare la treccia; esperte perche' annodare la treccia non e' facile, veloci perche' la pasta filata scotta. 

ORE 10:30
E' la volta dei prodotti "speciali". Sempre a mano si inietta dentro l'involucro di pasta filata il ripieno della Tenerella, un impasto di mozzarella e panna che puo' essere aromatizzato anche al tartufo o al salmone.
   
 
ORE 11:30 
Le sfoglie di mozzarella sono spianate, si riempiono di prosciutto cotto, olive, o carciofini sott'olio e si arrotolano a mano per formare i silani farciti. 

ORE 13:00 
La produzione e' terminata e tutta riposta nella cella a 4 gradi Centigradi. Nel pomeriggio si procedera' al carico dei camion per la consegna ai clienti. Rimangono gli addetti alle ricotte, anche loro avevano iniziato al mattino presto la cottura del siero, e continuano, come vuole la tradizione, a riempire col mestolo le fustelle tronconiche di fumante ricotta.